Bio

Essere figlio del custode di un Centro di Ricerche, contemporaneamente in mezzo a tanti computer e lontano dal paese, ha certamente condizionato la mia vita professionale...

Scritto da lino | Hits: 145
Lino Castrovilli

Lino Castrovilli

Vivo fra i computer praticamente da quando il Commodore 64 era ancora fra i top del settore. Era il lontano 1984, quando io e la mia famiglia ci trasferimmo da Bari al neonato Centro di Ricerche Tecnopolis, poichè mio padre era stato appena assunto come custode del parco tecnologico.

Vivere lontano dalla città, con un padre sempre impegnato ed una madre non patentata, equivale alla reclusione forzata per un bambino che ha come obiettivo primario quello di giocare. Sembrerà strano ma oggi credo che la mia voglia di dire qualcosa e quel pizzico di fantasia che credo di avere in dote sia frutto di quei tempi dove, fra le quattro mura domestiche, dovevo necessariamente inventarmi un mondo per poter giocare.

Lo stesso carcere dorato mi ha fatto scoprire, in netto anticipo sui tempi, il variegato mondo di Internet. Era il 1996 e i Pentium I, che oggi assomigliano più a residui bellici che a macchine d'ufficio, sembravano il top della tecnologia.

La prima cosa che mi ha colpito del web è stata...  la chat! Mi sembrava strano immaginare, in una stanza di una casa chissà dove sperduta su questo pianeta, che ci potesse essere un'altra persona armata di tastiera, dita veloci e schermo che avesse voglia di fare quattro chiacchere con un perfetto sconosciuto. Da lì, all'idea che Internet fosse un palcoscenico dove bastava davvero poco per ritagliarsi uno spazio ipoteticamente raggiungibile da tutti, il passo è stato breve.

Mi sono diplomato come Ragioniere Programmatore presso l'I.T.C. Antonio De Viti De Marco di Valenzano (BA) nel 1999, con votazione 95/100. Il destino volle che, invece di proseguire con gli studi universitari in Informatica, un errore d'interpretazione delle regole sul rinvio del servizio militare  mi facesse allontanare da una strada che sembrava già segnata.

Durante l'anno di naja, infatti, riaffiorò la famosa "componente fantasiosa", che alla fine mi fece propendere per il Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione che, guarda caso, proprio quell'anno faceva il suo esordio a Bari.

In quei 5 anni ho maturato esperienze nei campi del video-editing, del giornalismo, dei siti web, dell'impaginazione e... della sociologia dei nuovi media. Le mie due tesi, Triennale in Scienze della Comunicazione e Specialistica in Comunicazione e Multimedialità, hanno infatti un punto in comune: il web come forma di comunicazione interpersonale.

Amici di uno schermo - ruolo delle relazioni significative nelle chat line, relatrice Prof.ssa Amelia Manuti, trattava il tema dell'atteggiamento degli utenti verso le amicizie in chat. Dal raccontare al raccontarsi - il fenomeno dei weblogs, relatore Prof. Michele Baldassarre, è stata una bellissima ricerca sui diari online come "traccia" della crescita di un adolescente, che attraverso la parola scritta trova il modo per narrarsi le tappe del suo sviluppo intellettuale, emotivo e sentimentale.

E per finire, l'avventura da webmaster, nata anch'essa per caso, in una bellissima esperienza a La Coruña per il Progetto Leonardo a cui devo davvero molto.

In queste pagine troverete molto di me: i miei siti, i miei video, le mie idee attraverso il blog e la mia esperienza professionale. Sogni nel cassetto? Uno su tutti: diventare una sorta di "tuttologo" del web, magari più vicino all'aspetto psico-sociologico del mezzo e meno a contatto con gli aspetti tecnici, comunque importanti per capire a pieno la forza e le possibilità del mezzo. Perchè se per fare del buon pane è necessario conoscere la bontà del grano, così un buon comunicatore deve conoscere a fondo le insidie del mezzo su cui vuole cimentarsi.


Pubblicato martedì 13 aprile 2010 alle ore 16:27.
Ultima modifica mercoledì 05 maggio 2010 alle ore 23:10.

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